Calcolo variazione percentuale tra due numeri

Calcola variazione, differenza, aumento o riduzione percentuale tra due numeri.

Variazione percentuale
Confronto delle grandezze
a = 200 b = 250
(250 − 200) / 200 × 100 = +25%
Riferimento rapido: variazione percentuale rispetto a 100
Da → A Variazione % Differenza %
100 → 110+10%9,52%
100 → 125+25%22,22%
100 → 150+50%40,00%
100 → 200+100%66,67%
100 → 90−10%10,53%
100 → 75−25%28,57%
100 → 50−50%66,67%
100 → 20−80%133,33%

Domande frequenti

Qual è la differenza tra variazione percentuale e differenza percentuale?
La variazione percentuale confronta un nuovo valore con un riferimento noto (quello vecchio): (b − a) / a × 100. È direzionale — gli aumenti sono positivi, i cali negativi. La differenza percentuale è simmetrica e usa la media dei due valori come riferimento: |b − a| / ((a + b) / 2) × 100. Usa la variazione per serie storiche e crescita (es. FTSE MIB chiusura ieri vs oggi); usa la differenza quando i due valori sono misurazioni indipendenti, come due preventivi a confronto.
Come si calcola la variazione percentuale tra due numeri?
Sottrai il vecchio valore dal nuovo, dividi per il vecchio e moltiplica per 100. Esempio: bolletta luce passata da 80 € a 92 € → (92 − 80) / 80 = 0,15 → +15%. Il segno indica la direzione: positivo = aumento, negativo = riduzione. Se il vecchio valore è 0 la variazione percentuale non è definita (non si può crescere in percentuale partendo da zero).
Perché un calo del 50% richiede un rialzo del 100% per recuperare?
Perché la base di riferimento cambia. Se un titolo del FTSE MIB scende del 50% da 10 € a 5 €, per tornare a 10 € deve raddoppiare, cioè salire del 100%, non del 50%. La variazione percentuale è asimmetrica: un +x% seguito da un −x% non riporta al valore di partenza. È il motivo per cui i rendimenti di lungo periodo si capitalizzano e non si sommano linearmente.
In che cosa si distingue "aumentare del %" dalla "variazione percentuale"?
"Aumenta del %" è in avanti: parti da a e da un tasso p e calcoli b = a × (1 + p/100). Esempio: stipendio lordo di 1.500 € aumentato del 4% → 1.560 €. La "variazione percentuale" è all'indietro: hai sia a sia b e calcoli il tasso. Sono operazioni inverse fra loro, utili rispettivamente per stimare un nuovo importo e per verificare quanto è cambiato un importo già noto.
Quando conviene usare la differenza percentuale invece della variazione?
Quando non c'è un "prima" e un "dopo": i due valori sono misure indipendenti che vuoi confrontare in modo simmetrico. Casi tipici: due preventivi per la stessa caldaia, due rilevazioni ISTAT su province diverse, due stime di consumo da due fornitori di energia. La formula divide per la media, quindi scambiando a e b il risultato non cambia.
La variazione percentuale può superare il 100%?
Sì, quando il nuovo valore supera il doppio del vecchio. Da 100 a 250 la variazione è +150%, da 100 a 1.000 è +900%. La riduzione percentuale invece non può superare il 100%: il valore minimo che un importo positivo può raggiungere è 0, cioè −100%. La differenza percentuale è invece compresa fra 0% e 200%.
Punti percentuali e percento sono la stessa cosa?
No. I punti percentuali misurano lo scarto assoluto fra due percentuali. Se il tasso BCE passa dal 4% al 4,5%, è un rialzo di 0,5 punti percentuali, ma in termini relativi è un +12,5%. Lo stesso vale per l'IVA: un passaggio dal 22% al 24% sono 2 punti percentuali ma circa il +9,1% in termini relativi. Il calcolatore qui sopra opera su numeri grezzi: se inserisci percentuali, il risultato è in punti percentuali rispetto al tasso iniziale.
I risultati sono arrotondati a due decimali. Aumentare i decimali nei campi se serve maggiore precisione.

Calcola in pochi clic la variazione percentuale tra due numeri, la differenza percentuale simmetrica oppure applica un aumento o una riduzione percentuale a un valore di partenza. Quattro modalità in un’unica interfaccia: Variazione % (a→b) per la crescita direzionale, Differenza % per il confronto simmetrico attorno alla media, Aumenta del % per proiettare un importo in avanti e Riduci del % per applicare uno sconto o un taglio di tasso. Il risultato mostra la formula passo-passo, il segno della direzione, la variazione assoluta e una barra che confronta le grandezze. Esempi pratici nel contesto italiano: una bolletta che passa da 80 € a 92 € registra un +15%; un titolo del FTSE MIB che perde il 50% deve poi salire del 100% per tornare al valore iniziale; un tasso BCE che si muove dal 4% al 4,5% corrisponde a 0,5 punti percentuali ma a un +12,5% in termini relativi. Una tabella di riferimento copre i casi più ricorrenti, da +10% a −80%, utile per controlli rapidi su saldi, IVA, IMU o aumenti delle bollette.